PROGETTO
Morgantina ed il nuovo volto del mito
DATA 2021
LUOGO Area Archeologica di Morgantina, Aidone (EN)
SQUADRA Virginia Scarpecci
Alessandro Spreafico
“Obliquità,
Arte ispiratrice delle stagioni;
testimonianza dello scorrere del Sole su orizzonti diversi:
dell’Oriente quando nasce; dell’Occidente dove il sole muore ai nostri occhi. (....) L’Obliquità cambia la Vita, gli Uomini, la Storia! “
Il lavoro di tesi sviluppato ha come intento quello di dar voce ad un progetto che abbia come tema principale la contaminazione tra archeologia e opera teatrale, finalizzata alla definizione di un nuovo modus operandi, che permetta di concepire un’architettura in grado di dialogare non solo con le forme che le sono più proprie, ma anche la capacità di relazionarsi e manifestarsi con e attraverso le parole di un testo teatrale.
Perché Morgantina?
In questa fase di ricerca e scelta del luogo per lo sviluppo del progetto, fondamentale è stata la scoperta della Rete dei Teatri di Pietra. Un’Associazione che si occupa, da oltre vent’anni, della valorizzazione dei siti archeologici e monumentali attraverso lo spettacolo dal vivo, in loco. Consultando la lista dei siti archeologici stilata da questa Associazione, la decisione è ricaduta sulla regione Sicilia per il suo forte legame con la tradizione del teatro greco antico; in particolare il sito archeologico di Morgantina, luogo di estrema bellezza.
Morgantina si trova in uno dei comprensori culturali e naturalistici più interessanti della Sicilia centrale. La morfologia del sito si estende su un’ampia area e le rovine meglio conservate, ad oggi, fanno parte di quella che era conosciuta come la parte pubblica della città, con tutti gli edifici legati alla vita della comunità. L’agorà di Morgantina è la più grande piazza antica scoperta in Sicilia, simile per dimensioni a quella di Atene.
L’opera teatrale che ha ispirato e guidato il nostro esperimento su Morgantina è Eratosthénes, Il volto della Terra, del Professor Fabio Pallotta (geologo e ricercatore presso l’Università di Camerino, oltre che scrittore di opere teatrali), il quale da anni collabora con la Rete dei Teatri di Pietra. Eratosthéne fu colui che per primo misurò la circonferenza della Terra e diede vita alla Geografia.
Il Progetto
Il progetto si dispiega mediante una struttura narrativa che vede svilupparsi, al suo interno, tre dimensioni che ne determinano il suo più profondo significato: il parco, la rappresentazione e l’archeologia. Il ritmo della narrazione si dispiega in antefatto, prologo e 5 scene, che si collocano in punti strategici all’interno del sito e che insieme definiscono il percorso di visita. Morgantina diventa così un’esperienza storico-culturale, paesaggistico-botanica e meditativo filosofica.
Antefatto
L’antefatto coinvolge l’attuale ingresso al sito Archeologico, definito da due edifici esistenti che diventano parte di un nuovo sistema di terrazze che introducono, il visitatore, al percorso narrativo.
Prologo
La prima tappa o prologo del percorso narrativo, si definisce come uno spazio circolare delimitato da un perimetro ligneo, caratterizzato dalla presenza di specie endemiche tipiche siciliane e dall’elemento dell’acqua. Nella parte centrale è collocata una scultura che rappresenta l’uomo e la donna contemporanei, personaggi che, come all’interno del testo teatrale, introducono il lettore al racconto, così qui investono il visitatore del suo nuovo ruolo di spettatore. La molteplicità degli usi possibili degli ambienti progettati è rappresentata mediante viste a collage che raccontano di un medesimo spazio e di alcune sue possibili declinazioni.
Il Giardino
Proseguendo lungo il percorso, il visitatore si ritrova all’interno del Giardino, uno spazio anch’esso circolare e perimetrato, che al suo interno ospita una selezione di specie endemiche proprie del distretto agrigentino. Tale spazio è concepito come luogo di conoscenza e testimonianza dell’importanza del patrimonio naturale siciliano; inoltre il tema del giardino ispira il visitatore ad un utilizzo legato al tema della meditazione. È da qui che il fruitore ha la libertà di scegliere come proseguire il suo percorso; qualsiasi scelta, non precluderà la possibilità di comprendere i 5 temi caratterizzanti le scene e che, grazie alla loro ciclicità, rendono possibile una coincidenza tra inizio e fine. Inoltre le 5 scene trattano temi indipendenti tra loro, ma che nell’insieme costituiscono la complessità della scoperta di Eratosthéne.
L’Obliquità
La prima scena tratta il tema dell’Obliquità, secondo cui la Terra è inclinata su di un asse di 7,2 gradi. L’intervento si colloca a sud del sito archeologico, dove la traccia delle antiche mura della città fa capolino fra la vegetazione spontanea. L’antica traccia prende nuovo vigore grazie alla realizzazione di un sistema che vede due elementi quali un nuovo perimetro murario ed un piano inclinato, ondulato, che interagiscono fra loro definendo un nuovo spazio: dove il piano si alza, permette la visione del sistema collinare circostante, dove si abbassa, crea uno spazio che il visitatore può utilizzare talvolta come palcoscenico, talvolta come luogo di socialità.
Il Teorema
È nel teatro che si colloca il cuore dell’opera di Eratosthéne, il Teorema: egli riuscì a dimostrare che la Terra fosse tonda e a misurarne la sua circonferenza grazie all’intuizione, secondo la quale, nello stesso giorno, alla stessa ora, a Syene e ad Alessandria d’Egitto, i raggi del sole proiettavano ombre differenti. La distanza fra le due città gli permise di calcolare la circonferenza terrestre. Qui le parole del testo si trasformano in spazio architettonico attraverso l’inserimento di una struttura che reinterpreta gli antichi elementi di scena e palcoscenico qui presenti. La nuova skenè diviene contenitore di elementi mobili quali periaktoi, che si impossessano dello spazio dell’orchestra nel momento della rappresentazione. Il teatro torna ad essere un luogo di finzione ed artificio ma al tempo stesso custode del suo antico e simbolico significato all’interno della città.
La Geografia
Il terzo tema trattato è la nascita della Geografia: Eratosthéne da vita alla prima carta geografica chiamata “Clamide”. Tale scena si colloca all’interno dell’Ekklesiasterion, un sistema simile ad un teatro greco, dove in passato si prendeva parte alla vita pubblica cittadina. Composto da tre gradinate che delimitano un piano, è ora definito dall’inserimento di un led floor. Un pavimento interattivo in grado di guidare il visitatore all’interno di un percorso di conoscenza del sito e a supporto di eventi pubblici che potranno essere accolti in tale spazio, alludendo alla sua originaria funzione. Un sistema di rampe, affianca lo spazio dell’Ekklesiasterion e ne permette il suo raggiungimento.
Potere vs Sapere
Di fronte al Macellum, l’antico mercato della città, si dispiega il tema del potere contro il sapere. Eratosthéne sostiene come le più grandi scoperte e le geniali intuizioni vengano combattute dai potenti, per poi invece essere ritenute ovvie. Alla rigidità della forma aurea del Macellum, simboleggiante il potere, si contrappone l’organicità della natura, simboleggiante il sapere. Le linee immaginarie che definiscono il perimetro del Macellum si proiettano nell’area che fronteggia le sue rovine per delineare, attraverso una siepe, una fitoteca a cielo aperto. Quest’ultima si caratterizza da una sequenza di terrazzamenti, ciascuno dei quali ospita una specie endemica sempre del distretto agrigentino; la presenza di elementi verticali filiformi, simili a colonne, permette una lettura ed una visione più da vicino delle essenze presenti. Un luogo per la conoscenza, un luogo per la rappresentazione, la versatilità di utilizzo caratterizza tale spazio.
L’Obliquità
Il visitatore giunge alla parte conclusiva della visita-narrazione, dove ritorna il tema dell’Obliquità: qui Eratosthéne si sofferma a riflettere sul significato dell’Obliquità, intesa come elemento che accomuna l’umanità. Nel punto più alto del sito, nella collina ad ovest delle rovine, tre piani si appoggiano al terreno formando un sistema di tarrazze. In questi tre piani concatenati fra loro, il visitatore sarà immerso in una dimensione legata agli aspetti di vita sociale e conviviale. La prima terrazza è caratterizzata dalla presenza di piccoli chioschetti di forma cubica e di un vasto spazio verde dove sono possibli momenti ricreativi e di svago. La seconda terrazza, di forma rettangolare, si compone di due parti: la prima è caratterizzata dalla presenza di una vasca d’acqua con un sistema di piattaforme galleggianti e mobili (attraverso un sistema modulare si compongono e scompongono rendendo possibili molteplici nuovi utilizzi); la seconda, “un trampolino”attraverso il quale poter godere di una vista mozzafiato su tutto il sito. La terza, ed ultima terrazza, di dimensioni più contenute rispetto alle altre, si presenta come uno spazio dedicato allo svago.
Il sistema di terrazze ed il ritorno al tema dell’Obliquità concludono il percorso di visita- narrazione: il cerchio si chiude e la forma appare, ecco il nuovo volto di Morgantina.






