EPILOGO BOTANICO di Virginia Scarpecci

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PROGETTO

Call for ideas 2023. Il giardino delle piante. Gan Gan

DATA
2023

LUOGO
Radice Pura Garden Festival di Giarre (CT)

SQUADRA
Virginia Scarpecci

Il nome Gan Gan prende spunto dal significato della parola giardino, riconducibile all'ebraico gan che significa proteggere, difendere. Il progetto evolve attorno al concetto di meandro, alle sue curve serpeggianti e divaganti, ai suoi moti e spostamenti. Gna Gn esprime, attraverso un suono onomatopeico, l'intento di voler assumere le sembianze di una "creatura spontanea e selvaggia" nella quale ci si imbatte per caso durante una passeggiata, che con un ritmo incalzante e seducente invita il visitatore alla scoperta. Un nuovo "big ben" o meglio Gan Gan che, come generato da un'esplosione, prende vita. Perchè coniugare Gan Gan e meandro? I due concetti dialogano: l'uno come l'altro è soggetto a spostamenti, innescati da piante che protendono verso un mutevole ma perenne istinto alla sopravvivenza. Gan Gan è anche e soprattutto ciò che resta al visitatore, un ricordo, una sensazione, una visione: una natura ritrovata ed un essere umano che, pur non conoscendo a fondo le regole che la governano, si sente accolto e parte di essa.

Il timo serpillo affianca la nuda terra che, per la sua essenza materna, si offre come casa di tutti quegli organismi che capiteranno lì per caso, trasportati dalla casualità del vento. L'oleandro insinua il dubbio, le sfumature delle foglie attirano lo sguardo, la disposizione fa titubare...oltrepassare il limite? I suoi fiori offrono anche la risposta...accogliere l'invito ad entrare.

Ecco che la visione diventa più chiara, tre fusti di Arbutus Unedo regalano un pò d'ombra e la sensazione che, è proprio qui, che il dono della natura si concretizza...i semi hanno portato i loro frutti, la proposta, se accolta, avrà un suo sviluppo.

Il Cappero, l'Elicriso, l'Euforbia, la Lavanda ed il Rosmarino stimolano la vista e l'olfatto, ora il significato appare limpido ai sensi: ecco l'armonia di cui la natura ci parla e di cui, spesso inconsapevolmente, facciamo parte.

L'esperienza proposta al visitatore lo vede "errare" in compagnia della vegetazione che, diradandosi ed infittendosi, protegge e custodisce il senso più vero di Gan Gan: la proposta di una ritrovata armonia.

Quest'ultima è frutto di un impegno fra le parti, un ancestrale accordo: alla chiamata, una risposta. La voce della natura si nasconde nella terra, in una scatola di legno, una manciata di semi di corbezzolo. La corda inizia la sua corsa fino ad arrivare nel cuore deel giardino, alle radici della risposta.

Il seme che la terra offre a chi vorrà farne tesoro, sarà il ricordo di questo viaggio e chissà....forse l'inizio di una rinnovata alleanza.